Eclissi – Francesco Mastinu

Eclissi - Francesco Mastinu

Voto: 8,5

Titolo: Eclissi

Autore: Francesco Mastinu

Genere: Drammatico / Sentimentale

Editore: Lettere Animate, 2012

Collana: Raccontando

Consigliato: SI

 

TRAMA ORIGINALE

L’Eclissi è il buio, il mare silenzioso del dolore.
Riccardo sa che si tratta del suo stato di sopravvivenza, per ovviare a quei ricordi che non osa riportare alla luce, ma a cui non può sfuggire.

Italia, giorni nostri:Riccardo e Alessandro, un incontro che si trasforma in un colpo di fulmine. In un resoconto che dura dieci anni, Riccardo ripercorre la loro vita insieme, dall’innamoramento alla convivenza e ai compromessi dell’età adulta.
Fra contrasti, l’assenza e il desiderio di riscatto, la loro storia verrà messa a dura prova. Un percorso doloroso e toccante, nel quale Riccardo dovrà fare i conti con le illusioni e le scelte compiute, in un passato dove l’amore, a
volte, rimane l’unica via possibile, ma che da sola non può bastare. Un ritratto accorato, che ci insegna cosa significhi per due persone, ancora oggi, amarsi senza avere tutela del loro legame.

 

A chi ha capito che l’amore non è mai “diverso”.
Comincio la recensione citando la frase che l’autore stesso ha scelto come dedica. Quel diverso virgolettato è una delle chiavi di lettura del testo.  Eclissi è la storia d’amore tra due uomini, il giovane Riccardo e il maturo Alessandro. Come molte altre storie, è fatta di passione, complicità, incomprensioni, tradimenti e abbandoni, gioie e lacrime. È la storia d’amore tra due persone, prima che tra due persone dello stesso sesso: l’autore riesce a far dimenticare, semmai ce ne fosse stato il bisogno, il sesso dei protagonisti lungo lo scorrere delle pagine. Ci pensa la vita, purtroppo, a ricordarcelo: genitori che non sanno accettare, l’ignoranza della gente, il problema delle unioni civili e i diritti non riconosciuti.
Perché la diversità è solo negli occhi di chi guarda e giudica.

 

Per poter essere il più possibile obiettivo, devo dividere la recensione in due parti.
Nella prima voglio considerare la storia in se stessa, i contenuti, lo stile, la trama. Nella seconda invece voglio considerare il messaggio che porta con sé questo romanzo.

I miei più sinceri complimenti all’autore: è riuscito a intrecciare in maniera magistrale una trama di per sé più che inflazionata. Il lessico e la forma sono impeccabili, la lettura è sempre piacevole. Al lettore arrivano carezze dirette all’anima, veicolate dalla sensibilità di Riccardo, che trascendono l’empatia, fino ad arrivare ad una vera e propria compartecipazione emotiva, come se chi legge fosse un amico reale del protagonista.
Unico difetto è forse l’egocentricità della struttura: si può dire di conoscere tutto di Riccardo come persona, ma non il suo contesto sociale. La vita lavorativa è solo accennata, approfondita lievemente solo per finalità utili alla trama (il viaggio in Spagna). La psicologia stessa di Alessandro, coprotagonista, è poco più che accennata e sempre e solo funzionale alla trama.
Perfetto invece l’uso della prima e della terza persona, per non parlare della seconda: raramente l’ho apprezzata come in questo romanzo.
L’inganno finale è una stilettata al lettore: mi ha strappato più di una lacrima. Personalmente mi ha lasciato un nodo in gola che perdura anche dopo aver terminato la lettura. Perché inaspettata, atroce e drammatica.

Veniamo al messaggio: una pugnalata mortale al cuore della discriminazione e dell’ignoranza. Una rivendicazione urlata in maniera educata e gentile, che spero possa arrivare più lontano di tanta propaganda demagogica senza costrutto. Il dolore del protagonista per i suoi diritti non riconosciuti è una protesta gentile, ferma, forte e coraggiosa. Il romanzo ha tutte le carte in regola per diventare messaggio di utilità sociale.

Rinnovo i complimenti all’autore, per un esordio che già manifesta una matura capacità narrativa e lascerà certamente il segno.

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